CERCOLA - Il consiglio comunale ha visto il sindaco Pasquale Tammaro e l’assessore all’urbanistica Mario Montella soccombere sotto il pressing asfissiante di una ritrovata ed unita opposizione.
Luigi Di Dato, capogruppo del Partito Socialista, ha letteralmente fatto palesare le pesanti lacune normative alle quali si appella la legittimità della variante semplificata delle norma tecniche di attuazione del Piano Regolatore Generale.
“E’ vero che ho partecipato ai lavori in commissione urbanistica, - ha spiegato Di Dato - ma non mi sognerei mai di adottare questa delibera che si appella a due strumenti urbanistici non vigenti, e parlo del Piano Strategico Operativo e del Piano del Coordinamento Territoriale Provinciale. Ed inoltre non credo che l’assessore possa presentare una variante generale, possibilità prevista solo nel caso di esistenza del Piano Urbanistico Comunale.” Queste dichiarazioni di Luigi Di Dato hanno fatto innervosire Mario Montella che si è scagliato contro una certa stampa, che a suo dire, starebbe imbarbarendo il clima politico locale, e poi inspiegabilmente parla di lettere anonime inviate agli amministratori, e facendo capire che chi avrebbe redatto queste lettere potrebbe essere lo stesso che ha presentato le osservazioni di Italia Nostra. “Assessore lei ??" ha incalzato Di Dato - non si deve permettere di mettere in discussione l’operato di Italia Nostra, un’associazione di prestigio, che sul nostro territorio ha contribuito a bloccare l’insediamento del polo conciario, proposto dalla Regione Campania.”
Il sindaco Pasquale Tammaro, silente per tutta la durata al consiglio, ha confermato, in risposta ad una interrogazione delle opposizioni, l’esistenza del procedimento della Corte dei Conti nei confronti degli amministratori relativamente alla modalità di nomina del direttore generale e del segretario esterno. Subito dopo che il sindaco, smentendo le sue dichiarazioni sulla stampa, ha letto la risposta , c’è stato il complice abbandono dei pochissimi consiglieri di maggioranza, che, ancora una volta, hanno fatto cadere il numero legale.“Questa maggioranza è inguardabile- ha detto il portavoce provinciale di Alleanza per l’Italia Giuseppe Gallo - non dà la possibilità del confronto democratico su temi che interessano anche le tasche dei cittadini. La nostra posizione è in linea con quella espressa in seduta da tutti gli altri membri dell’opposizione. Siamo convinti che stiamo costruendo un’azione politica che darà la possibilità ai cittadini di Cercola di liberarsi di questi incapaci politici, e di questo sindaco, che a causa dei suoi infelici atteggiamenti determina un danno d’immagine molto forte alla nostra città.”
L’altro punto era relativo alla mancata assunzione dei 5 Lavoratori Socialmente Utili presso la cittadella sportiva, provvedimento previsto dal bando di gara. “Sindaco lei sta mettendo il comune di fronte ad un altro procedimento della Corte dei Conti, - ha spiegato Vincenzo Barone, il capogruppo in consiglio comunale del PD - il danno erariale allo stato delle cose è palese. In questo anno di appalto I cinque Lsu dovevano essere stipendiati dalla Fipav, società aggiudicatrice dell’appalto. E si corre addirittura il rischio che qualche società che non ha partecipato alla gara d’appalto, causa l’onere di assumere questi lavoratori, faccia la richiesta di rescissione del contratto in quanto la società aggiudicatrice non ha rispettato il contratto ed il bando. Tutti possono recriminare l’opportunità di essere riconsiderati alla luce della mancata assunzione degli lsu.” Il sindaco, seguendo il suo tormentone: “ Se abbiamo sbagliato, e saremo inadempienti, ci assumeremo le nostre responsabilità”.